Interviste

Interviste ai personaggi che hanno dato il loro contributo a Bim Bum Bam

Intervento di Roberto Ceriotti Su DaveBlog Gennaio 2007

(…) Prima di tutto vi ringrazio per tutto ciò che di bello avete detto riguardo Batroberto e bim bum bam in generale. Gli stessi apprezzamenti li posso verificare giornalmente incontrando i ragazzi dai 25 anni in giù che si ricordano con piacere delle rocambolesche avventure del maldestro Batroberto. Per quanto riguarda la cosiddetta “fine ingloriosa” che abbiamo fatto vendendo pentole…ecco qui ci sarebbe da discutere…ma secondo voi io non preferirei tornare a vestire i panni del”supereroe”? La realtà è che ormai la tv è diventata solo scandali e tronisti, reality ( ma poi ditemi voi come fanno a essere reality quando tutto è già deciso e concordato, se non addirittura registrato)e guerra tra programmi identici e poi pacchi pacchi e pacchi!!! E la tv dei ragazzi? Beh avrete notato che non esiste più…solo cartoni animati e basta!!! Beh, vi assicuro che se la scelta è tra programmi spazzatura e vendere pentole o quant’altro io non ho dubbi…vado avanti a vendere pentole!!! Volete vedere o rivedere programmi interessanti? Anche a me piacerebbe vederli e soprattutto farli!!! Bene, dateci una mano anche voi, fatevi sentire!!!

Evitate di guardare programmi schifosi e fate richieste specifiche!!! Io Carlotta e altri protagonosti della serie con l’autore Daniele Demma (visitate il suo sito www.danieledemma.it ci sono delle puntate di batroberto) vorremmo autoprodurci una puntata e mandarla poi on line!! A voi piacerebbe? Fateci sapere…chissà…magari riusciamo a muovere un pò le acque!!! Intanto vi ringrazio ancora di cuore per i complimenti che avete fatto a me e ai miei colleghi!!! Vi auguro un 2007 pieno di serenità e soddisfazioni!!! Vostro Batroberto…Via!!!”

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Intervista a Marco Bellavia a cura di Daniela Sgambelluri per le guide di Supereva

DANIELA: ” Amore, fantasia , immaginazione e follia non devono mancare nella vita di un vero artista …” queste sono alcune parole che possiamo leggere nella homepage del tuo sitoweb… quali altre parole potresti aggiungere ? Cosa vuol dire per te essere artisti ? MARCO: Essere artisti significa prima di tutto avere , come scritto, una grande immaginazione e la capacita’ di usarla in senso costruttivo… insieme all’amore , alla fantasia e alla follia … bisogna quindi poterle esprimere nel migliore dei modi per farsi apprezzare… anche se tanti “artisti incompresi” sono comunque “grandi artisti”. Essere grandi artisti agli occhi degli altri e’ fondamentale nella nostra societa’ consumistica dove il valore, purtroppo, viene giudicato da un mero prezzo di mercato. Fortunatamente grandi artisti si nasce… purtroppo non sempre lo si diventa nella realta’ moderna. DANIELA: Sei noto al pubblico televisivo per aver fatto parte del cast artistico di molte fiction e trasmissioni per bambini e ragazzi soprattutto di fine anni ottanta , anni novanta. Ricordiamo : “Love me Licia” , “Bim Bum Bam” “Arriva Cristina” per citarne tre. Marco, cosa ci puoi raccontare di tutte queste esperienze? Quale ami ricordare particolarmente e per quale motivo? MARCO: Sicuramente sono state le produzioni che mi hanno dato la grande possibilita’ di essere conosciuto da un immenso pubblico e che mi ha “iniziato” ad un mondo nuovo quasi per caso. “Love me Licia” e’ stata la prima vera fiction italiana! Eravamo tutti doppiati con le voci dei personaggi dei cartoni animati “kiss me Licia” per evidenti motivi di compatibilita’. E’ sicuramente il ricordo piu’ bello della mia carriera proprio perche’ il primo. “Arriva cristina” dagli addetti ai lavori e per il giovane pubblico di quegli anni viene considerato il seguito naturale di “Balliamo e cantiamo con Licia”. Qui ho imparato a doppiare (bisognava doppiare per motivi tecnici diversi) ho aggiunto quindi un altro importante tassello alla mia carriera ed al curriculum. “Bim Bum Bam” mi ha offerto la possibilita’ di stare sulla scena per 11 anni imparando quasi tutto quello che si puo’ imparare nel mondo della televisione. Ho iniziato a fare l’autore ed ho iniziato a scrivere fiction, copioni di scenette tv, telepromozioni e film. Tre passi dunque fondamentali per costruire una base solida per il futuro. DANIELA: Come è stato l’approccio col doppiaggio ? E quali esperienze ami ricordare? A tuo avviso per quale motivo, specialmente da parte dei mass media tradizionali, agli attori doppiatori non si dà quel giusto risalto che a nostro modesto parere meriterebbero ? Quali sono i tuoi attrici/attori doppiatori preferiti ? MARCO: Mi reputo umilmente solo doppiatore di me stesso, non ho fatto altre esperienze di doppiaggio tranne qualche piccola cosa di post produzione. Il mondo dello spettacolo e’ vasto ma nel contempo diviso in settori ristretti. Tanti bravissimi attori-doppiatori magari non hanno la faccia o le conoscenze giuste al momento giusto… noi nel 1986 avevamo solo la faccia (molto simile a quella dei personaggi del cartoon). I doppiatori ci facevano diventare “quasi bravi” . Purtroppo la meritocrazia in Italia , specie in questi ultimi anni , non e’ molto presente ! Naturalmente amo ricordare il grande Ferruccio Amendola padre del mio amico Claudio. DANIELA: Ci puoi dare una tua opinione circa ciò che sta trasmettendo in questi anni la tv pubblica e privata ? Cosa ne pensi , sei soddisfatto ? Pensi che realmente al pubblico televisivo possa piacere questo tipo di televisione, dal momento che ci viene sempre “sbandierato” il fatto che l’auditel è sempre alle stelle per programmi come ad esempio i reality ? MARCO: Purtroppo la qualita’ dei prodotti televisivi si e’ abbassata notevolmente, e’ il classico effetto concorrenza. Si fa un programma a basso costo che funziona e si rovina il mercato. Il programma e’ a basso costo ma lo si fa pagare tanto… il risultato e’ la tv di oggi. Si sfruttano “artisti” costruiti a tavolino che vengono bruciati velocemente dai burattinai insensibili alla costruzione degli ideali e del futuro dei bambini. Questo e’ un gravissimo problema che prima o poi bisognera’ affrontare. Purtroppo , infatti , anche se e’ difficile da ammettere, la scatola televisiva e’ sempre la baby sitter piu’ sfruttata dalle famiglie italiane… si capisce dunque il disastro naturale che sta incombendo silenzioso sulla nostra societa’. A parte i primi reality veri (Grande fratello, e Isola dei famosi) gli altri sono un accavallarsi di idee da sfruttare sulla loro scia. Devo ammettere che i due originali li ho seguiti e mi divertono. L’auditel, monopolio incontrastato, non e’ piu’ una macchina perfetta…andrebbe modernizzato e messo in concorrenza con altri sistemi tecnologicamente piu’ perfetti.Se vuoi leggere il resto dell’intervista consulta http://guide.dada.net/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/05/256591.shtml

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Intervista a Debora Magnaghi a cura di Capitan B. (www.webalice.it/capitanb)

Capitano : Ciriciao Debora! Debora : Un mega salutone a te e a tutti gli amici di Pianeta B. Capitano : Doppiaggio: una tua scelta o e’ accaduto per caso? Debora : Ho iniziato a 15 anni, tutto e’ partito per la grande passione che avevo e che ho per una serie animata bellissima: Lady Oscar, mi ero innamorata della voce di Cinzia De Carolis e ho deciso che quella doveva essere la mia strada, quindi scuola di recitazione e corso di doppiaggio. Sono stata fortunata, mi sono trovata nel posto giusto al momento giusto. All’epoca non c’erano molte voci giovani (come ora) che doppiavano cartoni animati, e fortunatamente oltre ad essere la mia passione ero portata. Vi svelo un segreto: registravo tutto i film con i personaggi che volevo doppiare, mi scrivevo tutte le battute, le registravo e quando in tv parlava il mio personaggio, mettevo il muto al video… così ho imparato. Anche se la tecnica l’ho acquisita lavorando in sala doppiaggio con tenacia e impegno. Capitano : Il tuo personaggio preferito che hai doppiato? Debora : Sono molto legata al primo personaggio che ho doppiato: Memole! Era il primo grosso personaggio che mi affidavano, panico totale. Dovevo assumermi tante reponsabilita’ senza avere molta esperienza in studio. Dovevo falsare la voce, quando mi risento sto’ male… non mi piace risentirmi ne vedermi in Tv, quando mi vedo giro canale . . . Ritornando ai personaggi preferiti un altro che mi piaceva molto, ma che non ha avuto grande riscontro come serie era Giudy in Papa’ gambalunga. Doppiare cartoni e’ divertente, non facile, devi caratterizzare tutto, non essendo esseri umani devi impegnarti maggiormente, renderli tuoi, inventare cose strane, dare libero sfogo alla fantasia. Poi quando mi affeziono al personaggio mi spiace che la serie finisca, anche se c’e’ una mia collega che e’ peggio di me: Emanuela Pacotto, lei si affeziona talmente tanto che quando finisce una serie piange a dirotto, ricordo che e’ stato cosi anche in Slayers!!! Capitano : C’e’ un personaggio che avresti voluto doppiare ma che e’ stato affidato ad altri? Debora : Si, all’inizio, ero abbastanza inesperta, feci 2 provini per 2 personaggi in 2 case di doppiaggio diverse, uno per Sandy dai 1000 colori e l’altro per Pollyanna. Li superai entrambi e a quel punto dovetti scegliere. Doppiai Sandy e Pollyanna fu affidata a Dania Cericola. Nessun personaggio “soffiato”, anche perche’ facendo prima dei provini e’ il direttore del doppiaggio che sceglie la voce piu’ adatta. Ti posso dire che amando Lady Oscar mi sarebbe piaciuto molto doppiare un personaggio della serie, tipo Maria Antonietta. Capitano : Ci racconti della tua esperienza come conduttrice di Ciao Ciao e Bim Bum Bam? Debora: Mi sono divertita tantissimo! Siamo sempre stati noi i primi a divertirci, credo che il pubblico dei bambini sia il piu’ sincero e quello che maggiormente percepisce la sincerita’ del presentatore. Ho iniziato anche qui giovanissima, per caso, cercavano una ragazza giovane per sostituire Giorgia Passeri che all’epoca conduceva Ciao Ciao e mi fecero un provino. Per l’esattezza io non sapevo fosse il mio provino, mi chiamarono e mi fecero doppiare un personaggio insieme a lei, solo dopo mi informarono di essere piaciuta e che avrei preso il suo posto. Ho fatto Ciao Ciao, Bim Bum Bam, Ciao Ciao mattina, ancora Bim Bum Bam… non mi e’ mai passato l’entusiasmo!!! Capitano : Ricordi qualche aneddoto divertente non andato in onda? Debora: Troppi! Al momento uno in particolare non ce l’ho, ma ricordo tutte le volte che registravamo le Sit-come, cioe’ quei piccoli telefilm di 3 minuti circa, quante risate. Da casa sembrano cose veloci e sbrigative da realizzare, invece il lavoro per questi piccoli spazi dura giorni. Sono sempre stata molto affiatata con i miei colleghi e ho interpretato le parti piu’ ridicole e stravaganti come la camionista bolognese. Capitano : La tua esperienza come attrice, cara Ildegard, come l’hai vissuta? Debora: Con terrore! Avevo 16 anni e mi proposero questa parte dicendomi che se fossi stata all’altezza del ruolo affidato avrei fatto anche tutte le altre serie dei telefilm di Licia e i Bee-Hive, altrimenti sarebbe finito tutto li. Fortunatamente e’ andata bene, anche qui mi sono divertita un sacco, lo ridarei volentieri. A me piace molto fare l’attrice, sarebbe uno dei miei sogni, pensa che bello una nuova serie di Licia, richiamiamo tutti, Cristina, Pasquale, Marco, Manuel, la voce di Enzo Draghi e ciak si gira, a distanza di tempo. Sarebbe incredibilmente bello!!! Capitano : Se non avessi scelto la strada del doppiaggio, cos’altro avresti fatto? Debora: Prima di fare doppiaggio studiavo grafica pubblicitaria, quindi penso che avrei fatto quello. Ma il mio grande sogno e’ sempre stato, fin dai 12 anni, quello di fare la doppiatrice. Sicuramente sono stata fortunata a realizzare il mio sogno e sono contentissima. Un’altra cosa che mi piaceva molto fare era giocare a tennis, l’ho fatto per molti anni, avrei potuto fare la tennista, ma poi ho riposto questo sogno nel cassetto ed ora ogni tanto faccio qualche partitina ricordando un’altra serie animata che adoravo: Jenny la tennista!!! Capitano : La tua serie animata ideale: come dovrebbe essere? Debora: Sicuramente non ci dovrebbero essere delle eroine alla Sailor Moon, mi piacerebbe fosse una storia tipo Piccoli problemi di cuore, una soap opera, tranquilla. Anche se serie come Saiolr Moon sono molto amate e ho doppiato volentieri Sailor Mercury, era il personaggio che piu’ si avvicina alle ragazzine, timida, discreta, piena di paure, anche se poi quando si trasformava cambiava un po’… Capitano : Le tue esperienze canore? La tua sigla preferita? Debora: Ho cantato tutte le sigle dei programmi che conducevo, ma perche’ ero obbligata!!! Ci mettevo giorni e giorni per cantare il brano, meglio lasciar perdere… lasciamo fare a Cristina. E’ sua la mia sigla preferita: Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo. Trovo sia stupenda d’atmosfera e molto particolare. (…)

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Intervista a Davide Garbolino ( Forumtgm Online)

(…) E’ una delle icone generazionali forse più sottovalutate degli anni 80 e 90. Sto parlando di Davide Garbolino, uno degli storici doppiatori dei cartoni animati di Bim Bum Bam e conduttore per qualche tempo della trasmissione Ciao Ciao Mattina. E’ stato Michelangelo delle Tartarughe Ninja, Widget, Jean de Il Mistero della pietra azzurra, Peter Pan, Johnny di E’ quasi magia Johnny e infiniti altri personaggi. Il suo timbro di voce molto particolare lo rende riconoscibilissimo e forse proprio per questo è rimasto impresso fino ad oggi nella mia memoria tanto da spingermi ad intervistarlo. Ciao Davide, innanzitutto grazie per aver accettato l’intervista. Forse anche qualche malcapitato lettore oltre a me ti considera un mito dell’infanzia perduta, visto che hai doppiato i personaggi spesso più simpatici delle varie serie animate. Per quanto mi riguarda consideravo rassicurante la tua voce perchè capivo subito che il personaggio faceva parte dei buoni. Parliamo prima un po’ di te: quanti anni hai, dove vivi, a cosa stai lavorando ora (non sono più molto aggiornato sui cartoni animati) e cosa fai/hai fatto oltre al doppiatore? Ho quasi 38 anni, li compirò il 24 Settembre. L’attività di doppiatore occupa gran parte del mio tempo lavorativo, ma ogni tanto riesco a ritagliarmi del tempo per la tv, il teatro e la radio. Ultimamente di tv non ne sto facendo ma mi auguro in futuro di riprendere. In passato ho condotto per 10 anni una trasmissione quotidiana per ragazzi su Italia 1 “ciao ciao mattina”. Come hai iniziato a fare il doppiatore? Ho iniziato quando avevo 13/14 anni, a Torino in una società che si chiamava Format. Lavoro dall’età di 10 anni e sono arrivato al doppiaggio dopo esperienze televisive (sceneggiati RAI), radiofoniche (prosa RAI), teatrali (compagnia Gipo Farassino, Teatro Erba e Torino Ragazzi). Come si fa a guardare il movimento delle labbra del personaggio e contemporaneamente leggere le battute? E’ questione di esperienza, uno degli aspetti tecnici del doppiaggio. Col tempo viene naturale. Non guardo con un occhio il copione e con l’altro il video, non sono un mostro, gli occhi rimbalzano rapidamente da un punto all’altro. All’interno di una scena o di una battuta ci sono punti in cui si può privilegiare l’attenzione sul testo ed altri invece in cui lo sguardo deve rimanere sullo personaggio che si sta doppiando. Molti tuoi colleghi iniziano la loro carriera doppiando film hard. E’ stato così anche per te? Francamente non mi risulta che molti abbiano cominciato così. Direi piuttosto che alcuni/molti colleghi hanno prestato la loro voce, o forse è meglio dire fiato, anche a quel tipo di prodotto… sai com’è quando il lavoro scarseggia ci si deve arrangiare. Mi è capitato di assistere a dei turni di doppiaggio di porno e devo dire che le situazioni che venivano a crearsi erano molto divertenti e per niente eccitanti! Un buon doppiatore oltre ad avere una bella voce e un’ottima dizione deve anche saper recitare molto bene. Spesso se sento un film senza vedere le immagini, capisco subito se un film è italiano perchè gli attori non hanno una dizione perfetta come quella di voi doppiatori. Considerando questo, non credi di fare un lavoro ingrato? Per me un attore professionista deve conoscere le regole di base di questo mestiere, poi sarà libero di ricercare la naturalezza e la credibilità del personaggio che deve interpretare anche violando le regole della dizione e recuperando cadenze dialettali, all’occorrenza. I bravissimi attori del cinema italiano di oggi (e sono tanti) hanno alle spalle una formazione classica e anni di gavetta, quelli che farfugliano nelle soap opera no. Parlano come nella vita, sono abbastanza naturali ma non sempre comprensibili! E’ altrettanto vero che alcuni colleghi troppo impostati perdono di credibilità e risultano dei tromboni finti, soprattutto se si trovano a dover recitare con “attori presi dalla strada”. Non pensi che trasporre testi stranieri in italiano possa a volte stravolgere il senso dei dialoghi originali, o che il doppiatore possa aggiungere qualcosa in più che nella versione iniziale non c’era? E’ vero che Orange Road (E’ quasi magia Johnny) in Giappone era destinato a un pubblico adulto? E nella versione italiana cos’è cambiato? Dipende dalla bravura e dalla sensibilità di chi cura i dialoghi. Quando si lavora su prodotti di qualità non occorre aggiungere, avvicinarsi il più possibile alla versione originale è già un bel traguardo. Su prodotti dozzinali con interpreti a volte mediocri è chiaro che qualche aggiunta non può fare che bene. Orange Road in Giappone non era destinato ai bambini, forse agli adolescenti. In Italia ha subito qualche ritocco. Qualche inquadratura un po’ “osé” è volata via! I cartoni giapponesi di oggi sono peggiori di quelli di una volta o erano gli occhi di bambino che ai tempi me li facevano apparire meravigliosi? La seconda che hai detto! Anche per me Goldrake e compagnia bella restano dei must, ma molti cartoni di ultima generazione hanno disegni bellisimi e stili ricercati. Sicuramente l’avvento delle generazioni cresciute a pane e manga e lo sviluppo della tecnologia ha contribuito ad aumentare la qualità. Cosa ne pensi delle scelte di palinsesto di Mediaset e, in generale, di tutta la tv italiana in cui non c’è più spazio per programmi-contenitore come Bim Bum Bam o Ciao Ciao (la Melevisione punta a un target ancora più giovane)? Credo sia stato un grosso sbaglio. E’ ovvio che sono di parte poiché questa scelta ha mi ha coinvolto direttamente. Non conosco i dati e non ti so dire se da un punto di vista degli ascolti ci sia stata una perdita o un incremento, ma è venuta sicuramente a mancare quella formula che dava continuità alla fascia ragazzi, secondo me l’ha impoverita. Parliamo ancora dei cartoni animati di Italia 1. Chi è che doppia Mario Giordano, direttore di Studio Aperto? Questa è buona! Come se la passano Ambrogio e Uan? Muort! Sono sepolti in una fossa comune insieme a Five, Four, Forino e il mio Ragù. Sigh! Ma chissà che prima o poi… Come mai Four si chiamava così se andava in onda su Italia 1? Perché inizialmente andava in onda su Rete 4, poi Italia 1 è diventata la rete dei giovani. Da piccolo mi innamorai perdutamente di Sabrina di E’ quasi magia Johnny. Ho ancora speranze? Mettiti in fila, è molto lunga e se ti sporgi mi potrai vedere nelle prime posizioni. In ultimo, mi piacerebbe sentire Michelangelo che rivolge oscenità alle altre tartarughe e infine Johnny durante una scena d’amore a letto con Sabrina. Mi dispiace ma al momento non sono organizzato per questo genere di registrazioni. Non te la prendere… (link completo forumtgmonline.futuregamer.it/vb/showthread.php?t=25411)

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Apparsa su http://members.tripod.com/~inuyaksa/d_dgarbo.htm (anno 1999).

Quando sei nato e dove? Sono nato a Ciriè (TO) il 24 settembre del … del … Non me lo ricordo più, è passato così tanto tempo!!! (dovrebbe essere 1969 ndSeiyuu) – Quanto sei alto? 1 metro e 75 centimetri – Di che segno zodiacale sei? Bilancia, ascendente scorpione – Di che gruppo sanguigno sei? (in Giappone si crede influenzi il carattere) Mi spiace, non lo so! – Sei sposato? Hai figli? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Ma sì, te lo dico. Sono separato senza figli, almeno che io sappia – Reciti in teatro? Ancora oggi? Dove? Sì, ho recitato in teatro ma attualmente non sto recitando per mancanza di tempo. Ho fatto parecchio teatro per ragazzi con la compagnia Erba ragazzi e Torino ragazzi. “La ballata di Pinocchio”, “Il paese dei Goldi”, “La storia dei dolciumi”. Teatro dialettale (in piemontese) con la compagnia di Gipo Farassino: “Le miserie ‘d Monnsu Travet”. Più recentemente teatro sperimentale con la compagnia Fabrika Fantastika: “Clockwork, un’arancia ad orologeria” (Arancia Meccanica, per intenderci) e con Teatro Libero: “I giorni della vita” di Saroyan – Quando hai iniziato a doppiare? Nel 1982, credo, ero poco più che un bambino, non ricordo esattamente l’anno, presso una società di Torino che si chiamava Format, l’attuale Deltafilm. Ma il mio primissimo lavoro risale al 1979, in RAI – Quale e’ stato il tuo primo lavoro da doppiatore? Anche questa informazione potrebbe non essere corretta ma sicuramente si trattava di un bambino in qualche telefilm americano dell’epoca “Aloha Paradise” o “Bless me father (titolo originale)” o “Smith & Jones due onesti fuorilegge” – Quale e’ stato il tuo doppiaggio che ricorderai per sempre? Sono tanti ma fra tutti sceglierei “E’ quasi magia Johnny”, perché è stato il mio primo doppiaggio a Milano e poi “Le tartarughe Ninja”, l’ultimo film di Neil Jordan “Il giovane macellaio” (prossimamente sulle reti Mediaset, un film bellissimo, da non perdere), il papero Duca Duck dei “Tiny Toons”, “Batman”, il telefim “Segni particolari genio” e tanti altri, (quasi tutti i più importanti) l’elenco sarebbe un pò troppo lungo – Che cosa ti hanno fatto doppiare che non vorresti mai più ripetere? Fortunatamente niente, sono riuscito a divertirmi quasi sempre – Che cosa ti piace doppiare di più? Mi piacciono i personaggi che mi consentano di divertirmi, di impegnarmi, quelli che riescono a coinvolgermi emotivamente siano essi comici o drammatici, umani, cartoni o pupazzi – Sei mai apparso in tv? E dove? Conduco la trasmissione per ragazzi “Ciao Ciao Mattina” su Italia 1 dal 1991 e prima ho partecipato a diversi sceneggiati per la RAI e al telefilm “Arriva Cristina”. – Hai mai cantato per un disco? Sì, ho cantato la sigla di “Corre il treno di Ciao Ciao” nell’album “Fivelandia 9″, la sigla di Widget (anche se parlavo soltanto), e un pò di anni fa una canzone contro la violenza negli stadi intitolata “Il calcio è amore” (ricordo che la mettevano prima dell’inizio delle partite e la gente fischiava, che ridere!!!, effettivamente era parecchio melensa però è stata una bella esperienza) – Il tuo cibo preferito? Ahimé, mi piace mangiare bene e mi piace quasi tutto se cucinato come si deve, ma da brava Tartaruga Ninja vado pazzo per la pizza – Il tuo colore preferito? Il blu, ma anche il rosso e il verde – Il tuo animale preferito? Senz’ombra di dubbio la mucca, fin da quando ero bambino, ricordo che compravo le bustine con le miniature di plastica degli animali della fattoria solo per giocare con le mucche – Il tuo sport preferito? Il calcio e sono tifoso della Juventus – Cosa fai nel tuo tempo libero? Vado al cinema, leggo, cucino – Hai mai avuto contatti da persone che si complimentavano con te per la tua attività da doppiatore? Ti ha fatto piacere? Sì, e naturalmente mi ha fatto molto piacere. (…) —————————————————————————————————————————

Alessandra Valeri Manera

Conosciamo di più il mondo a cartoni dei ragazzi: con l’aiuto della Responsabile Mediaset fascia ragazzi approfondiamo l’argomento.

di Francesca Camerino – 09/01/2001 (http://www.film.it/articoli/2001/01/09/38223.php)

Alessandra Valeri Manera è Responsabile acquisti Mediaset per la fascia ragazzi ed esperta del settore.

Come si sono evoluti i programmi indirizzati ai bambini e come sono cambiati i loro gusti rispetto al passato?

A.V.M. : “Ho cominciato a fare questo mestiere vent’anni fa. Oggi non c’è più niente di quanto si vedeva allora. Tutto è cambiato. I gusti dei bambini si sono modificati in maniera enorme. E’ successa una cosa strana : le case di produzione sostenevano che i cartoni delle varie library fossero un prodotto sempre verde. Oggi come oggi se consideriamo l’evoluzione dei gusti possiamo definire alcuni cartoni realmente datati. Prima il cartone animato si fondava sul concetto del disegno, dell’animazione. Oggi il cartone si fonda sulla sceneggiatura, sulla regia: il livello di ripresa è completamente diverso da come eravamo abituati in passato. Sono ormai due mondi lontanissimi.”

Mediaset come può contrastare i canali tematici come Cartoon Network o Fox Kids?

A.V.M.: “Non credo che una tv generalista debba contrastare un canale tematico. Proponiamo cose diverse, ognuno fa il proprio lavoro.”

Cosa vedono i bambini all’estero: quale è il fenomeno del momento?

A.V.M.: “Ancora oggi “Pokemon” è il più visto. C’è da considerare che in questi ultimi anni i prodotti fanno il giro del mondo molto più velocemente di una volta; se è un prodotto importante, viene visto in tutto il mondo entro un anno e mezzo al massimo dalla data di inizio distribuzione”.

E in Italia piacciono di più i classici cartoni o le anime giapponesi?

A.V.M.: “Dipende dal target. Se ci riferiamo al gruppo degli adolescenti piace “Dragonball” ma appassionano anche”I Simpson”. Se ci riferiamo a un pubblico di bambini piace “Pokemon” ma anche “Sabrina”. Non è tanto il dilemma tra classici o anime: tutto dipende dalla sceneggiatura che c’è dietro. Il pubblico dei bambini è quello che meno si può condizionare: o un cartone piace o non piace”.

Oggi si fanno cartoni non più destinati ai bambini ma ad un pubblico adulto come “Futurama” o “South Park”: pensa che il mercato dei cartoni crescerà in seguito al cambiamento di target di molti cartoni animati?

A.V.M.: “Il cambiamento di target si è avuto, in realtà, ai posti di comando che hanno iniziato a vedere il cartone con una propria realtà creativa che poteva spaziare, ampliare il proprio campo d’azione: oggi ci sono grandi successi anche a livello cinematografico nati per i bambini, come ad esempio “Galline in fuga”, ma che senza dubbio risultano molto gradevoli anche agli adulti.” Pensa che Internet faccia bene alla Televisione?

A.V.M. : “Non so se faccia bene o male. Quello che posso dire è che Internet è un mezzo di comunicazione che ha un po’ “svecchiato” la televisione. Ha dato vita a quell’interattività che interessa molto i bambini, anche se dovremmo parlare di videogiochi o PlayStation piuttosto che di Internet.” Che novità ci saranno nella fascia ragazzi, per il 2001, su Mediaset?

A.V.M. : “Non so darle dei titoli. E’ prematuro. Posso dire che l’evoluzione che ha vissuto il cartone in questi ultimi quattro anni è di tale portata che ci regalerà anche per il 2001 titoli che speriamo piacciano al pubblico dei più piccoli”.

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Enzo Draghi intervistato da Gianni Soru nel 2005.

Enzo Draghi è stato per più di un decennio il principale autore delle sigle targate “Mediaset”. E’ la più importante personalità artistica nelle sigle dalla fine degli anni ‘80 a tutti gli anni ‘90. E’ stato la voce “cantante” di Mirko dei Beehive in tutte le sue diverse “incarnazioni italiane”, ha scritto tutte le sigle interpretate da Giampi Daldello per Italia7 nonché lui stesso interprete di sigle di grandissimo successo come “Lupin, l’incorreggibile Lupin” e “I 5 samurai”. Gianni Soru l’ha intervistato nel 2005.

Gianni: Salve Enzo, dove e quando sei nato? Che studi hai fatto? Enzo Draghi: Ciao a tutti, sono nato a Voghera il 15 marzo 1952. Ho la maturità scientifica, poi ho studiato medicina e chirurgia oltre a 14 anni di musica. Gianni: Prima di iniziare a cantare che facevi? Enzo: Ho cominciato a masticare musica appena fuori dalla culla, quindi posso dire che la musica ha sempre fatto parte della mia vita. Gianni: Come hai iniziato a lavorare nell’ambito delle sigle? Enzo: Per caso! In occasione delle registrazioni delle prime versioni dei brani dei Bee Hive conobbi Alessandra Valeri Manera che si innamorò della mia voce. Da lì nacque stima, simpatia, amicizia e, successivamente, collaborazione a tutto campo. Gianni: Lupin l’incorreggibile Lupin vende 50 mila copie e va in classifica ma il merito lo danno ad un altro interprete, che ne pensi di questo? Enzo: Non lo sapevo…e, ti dirò…non mi interessa molto dato che “Lupin” ha avuto comunque quel che si meritava. Gianni: Per le sigle di “Lupin” e de I 5 samurai come mai non è stato usato il tuo nome ma gli pseudonimi de Gli amici di Lupin e I samurai? Enzo: A quel tempo non mi andò di associare il mio vero nome ad una sigla per cartoni animati…non lo ritenevo abbastanza prestigioso. Gianni: Il successo di chi canta una sigla dipende dal pezzo o dal cartone animato? Enzo: Il soggetto principale è senza dubbio il cartone: se il cartone ha successo, la sigla può senza dubbio trarne vantaggio, sempre che sia un buon brano, e di conseguenza anche la voce che lo interpreta. Gianni: Ci parli un po’ delle tante canzoni che hai cantato nei telefilm di Licia e di Cristina? Enzo: E’ stato semplicemente uno dei tanti aspetti della mia professione. Ero stato chiamato e pagato per interpretare quei brani. A quanto pare ho lavorato bene, poiché la mia performance ha contribuito al successo di quei brani e di quelle fortunate serie televisive. Gianni: Che ne pensi del fatto che le sigle cantate da te non siano mai state stampate come singoli ma sempre inserite in qualche compilation? Enzo: Che, evidentemente, chi produceva non aveva intenzione di promuovere nessun altro artista all’infuori di Cristina D’Avena. Gianni: Come nascevano le tue sigle? Da dove traevi gli spunti e l’ispirazione? Enzo: L’ispirazione non si può spiegare, o ti viene o non ti viene. A me, per fortuna o per merito naturale, la lampadina si è sempre accesa e, fatto molto importante per un creativo, in tempi brevissimi! Gianni: Qual’è la più bella sigla che hai cantato? Enzo: Lupin, l’incorreggibile Lupin. Può non esser la più bella ma senz’altro è quella alla quale sono più affezionato. Gianni: E quella più brutta? Enzo: A questa non posso rispondere…qualcuno si offenderebbe! Gianni: Ci spieghi perché alcune sigle scritte da te (come “Gli amici cercafamiglia”, “Juny peperina inventatutto”, “Palla al centro per Rudy”, “Conte Dacula”, “Una sirenetta fra noi”…) sono state affidate a Cristina D’Avena? Enzo: E’ una decisione che non spettava a me, era la produzione che decideva sempre a chi affidare la creazione e l’interpretazione di un brano. Gianni: Qual’è, secondo te, la sigla più bella che hai realizzato per la D’Avena? Enzo: Se dovessi dare un premio ad una su tutte, oggi sceglierei Una scuola per cambiare. Gianni: E la più brutta che gli hai scritto? Enzo: Ma no, non ho mai lavorato con l’intenzione di realizzare un brano “brutto” per Cristina. Gianni: Ti piaceva cantare le sigle dei cartoni animati? Enzo: Mi piace cantare, suonare, comporre, arrangiare. Che sia una sigla o altro non fa alcuna differenza, l’importante è fare della buona musica. Gianni: Perché allora non le canti più? Enzo: Perché non mi si chiede più di cantarle. Come ho già detto, è la produzione che decide e l’azienda produttrice sai benissimo qual’è. Gianni: Cosa hai pensato quando ti hanno chiesto di scrivere delle “nuove” sigle per delle serie storiche che erano state rese famose dalle sigle precedenti? (”Cuore”, “Supercar Gattiger”, “Jenny la tennista”, “Flo la piccola Robinson”, “I fantastici viaggi di Fiorellino”…) Enzo: Nessuno mai mi ha chiesto di “cambiare” delle sigle; mi si proponeva di scrivere una sigla per il cartone dal titolo “xxxxxxx”. Io non mi sono neanche mai chiesto se quel cartone avesse avuto già una sua sigla italiana, inglese o altro, non era un aspetto che mi competeva. Personalmente poi, non sono mai stato un esperto conoscitore di cartoons. Il mio interessamento per il genere non va oltre Topolino, Paperino, Braccio di Ferro e pochi altri cartoni animati della mia infanzia. Gianni: Sappiamo che hai lavorato con Paola Orlandi, cosa hai realizzato con lei? Enzo: Paola Orlandi! Splendida donna, amica, cantante, autrice, ha alle spalle una carriera artistica di tutto rispetto! Fin dai primi anni ‘80 ho collaborato con lei nel suo gruppo di vocalist per numerosissime produzioni pubblicitarie, discografiche e televisive. Paola collaborò poi con me nella realizzazione delle versioni italiane, come autrice di testi, dei brani interni di numerose serie animate (”Ciao Sabrina”, “Muppets” e molte altre). Gianni: Cosa ci dici delle sigle che hai scritto per Giampi Daldello? (”A tutto gas”, “Motori in pista”, “Sceriffi delle stelle”, “Capitan Dick”, Tartarughe ninja alla riscossa”…) Enzo: Creare e realizzare quei brani è stato per me veramente divertente ed appagante. Avevo piena libertà di scelta riguardo il genere musicale, potendo così uscire dagli schemi che, inevitabilmente ma giustamente, ero costretto a considerare quando invece scrivevo qualcosa su misura per la voce di Cristina. Erano pressochè tutti cartoni d’azione dove potevo finalmente liberare quella prepotente vena rock che è in me e Giampi, allora giovane virgulto, mi seguiva a ruota con molto entusiasmo!!! Gianni: Perchè non hai cantato tu Tutti in campo con Lotti affidata poi a Manuel De Peppe? Enzo: E perché dovevo cantarla io?! Povero Manuel! (ride) Quel brano è stato il suo esordio come cantante! Era molto emozionato, aveva diciassette anni, mi pare. Ci eravamo conosciuti dietro le quinte del set del telefilm di “Licia”, aveva una gran voglia di provare e l’abbiamo fatto! Il risultato penso sia stato soddisfacente per entrambi. Gianni: Hai collaborato anche con Augusto Martelli? Enzo: Si, con Augusto ho collaborato parecchio come vocalist insieme al gruppo vocale di Paola Orlandi soprattutto nella prima metà degli anni ‘80 quando Augusto, stimato maestro e “principe” dell’allora nascente “biscione”, scriveva pressochè tutto per le tv del “Cavaliere”. Gianni: Sai qualcosa della sigla dei Trasformers cantata da Cristian Draghi? Enzo: Come faccio a non sapere!? Christian è mio figlio! A quel tempo aveva undici anni: ho avuto la possibilità di dedicargli un piccolo spazio musicale e l’ho fatto. Tutto ciò l’ha fatto sentire molto importante ed ha rivelato un caratterino niente male a cospetto del microfono. Peccato solo che la serie cartoon non abbia avuto fortuna. Gianni: Che ne pensi dei cartoni animati? Enzo: Come ho prima già accennato, non sono mai stato un gran fruitore di questo tipo d’intrattenimento. Il fatto di scrivere musica dedicata ai cartoni animati non comporta necessariamente l’obbligo di esserne un appassionato. (ride) Gianni: La tua famiglia cosa ne pensa del lavoro che hai svolto per la tv dei ragazzi? Enzo: La mia famiglia è certamente orgogliosa e soddisfatta del lavoro che ho svolto, soprattutto i miei due figli, Christian e Federica, ne vanno molto molto fieri. Gianni: Come sei arrivato a lavorare per la De Agostini per “Storie e cartoni in tv” e “Le fiabissime”? Enzo: Evidentemente mi avevano seguito e apprezzato come professionista; per questo mi hanno offerto quelle produzioni. Gianni: Quanto tempo impiegavi per realizzare queste colonne sonore? Enzo: Purtroppo i tempi non sono mai stati molto larghi, c’era sempre una fretta dannata per tutto. Per fortuna esiste anche la notte da utilizzare per lavoro. Gianni: Tu hai preso parte a diverse trasmissioni televisive quali “Sabato al Circo”, “Risate in famiglia”, “Festa della mamma”, “Simpaticissima”, “Buon compleanno”, “44 gatti” e molte altre, ci racconti qualche simpatico annedoto legato a queste partecipazioni? Enzo: Erano le produzioni più faticose in assoluto ma, nello stesso tempo, più spassose. Lo stress era dato dai tempi strettissimi: pochissimo tempo per pensare e realizzare. A volte ti cambiavano la scaletta dei brani quando tu eri già in studio di registrazione…perché il regista aveva cambiato idea! Molto, troppo stress. Il lato positivo e divertente era il fatto di lavorare fianco a fianco con grandi artisti spesso simpaticissimi, per esempio il mitico Lino Banfi…quante risate!!! Gianni: Perchè non sei mai apparso in tv a cantare qualche tua sigla? Enzo: Beh…non è esattamente così! Nel 2002 mi hanno invitato a “Matricole&Meteore” dove ho interpretato uno stralcio di “Lupin”. Comunque è stata una mia scelta quella di preferire il lavoro “dietro le quinte” come autore o come arrangiatore…altrimenti avrei fatto il cantautore. Forse ho sempre considerato il canto più come un “giochino” che come una professione. Gianni: Ora di cosa ti occupi? Enzo: Da qualche tempo mi sto dedicando alla musica etnica delle mie parti e zone limitrofe. E’ stata una piacevole sorpresa scoprire che questo territorio possiede una ricca e antica tradizione musicale che, fino a poco tempo fa, conoscevo pochissimo. Con sorpresa ho scoperto che la musica etnica gode, in tutta Europa, di uno spazio di seguaci inaspettatamente grande e vi è un interesse in continua crescita (come al solito, in Italia, questo non succede). Dopo essermi documentato con molto interesse, sto offrendo la mia collaborazione a persone del settore che promuovono questo tipo di tradizione musicale oltre confine con un entusiasmo che mi sta contagiando. Nel frattempo sto elaborando un paio di miei progetti musicali di musiche inedite e, ogni tanto, mi affaccio alla finestra per vedere cosa sta succedendo nel panorama musicale italiano e quello che vedo mi rattrista sempre più. Ormai si è toccato il fondo e ci si accanisce pure a raschiarlo! Di questo passo andrà a finire che l’unica musica che sentiremo in Italia, sarà quella d’importazione e, chiaramente, in senso qualitativo, la peggiore! Mi si perdoni lo sfogo finale, ma…quando ci vuole, ci vuole!

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